lunedì 27 febbraio 2012

Una strana ma efficace mitragliatrice..

Carissimi,

siamo circondati tutti i giorni e in ogni momento da messaggi, espliciti o nascosti, consapevoli o subliminali, che ci invitano allo sfrenato individualismo, all’egoismo più bieco indicandoci il successo materiale come obiettivo e il nostro prossimo come nemico da vincere.

Come reagire e sconfiggere questa valanga negativa?

Chiara Lubich, in un suo scritto, invitava ad usare una “mitragliatrice” difensiva, recitando spesso, a mo’ di giaculatoria, qualche brano di salmo e qualche altra frase biblica capace di infonderci forza e speranza. Lei ad esempio utilizzava il versetto di un salmo “sei tu, Signore, il mio unico Dio”.

Perché non seguire il suo suggerimento? E anche i non credenti potrebbero seguirlo scegliendo una frase “laica” positiva capace di sortire lo stesso risultato.

Un abbraccio a tutti, buon mese di marzo

lunedì 30 gennaio 2012

Ricominciamo a spargere semi di positività

Carissimi,
intorno a noi gira da un po' un'aria di malinconia, di tristezza, di rassegnazione, direi quasi di angoscia...
Mi sono stancato di aspettarne la fine e ho capito che occorreva reagire e che era necessario cominciare a "costruire positivo" a partire da un impegno in prima persona.
Così ho accolto l'invito di un gruppo di amici di ogni categoria ed età (docenti universitari e studenti, dipendenti pubblici e privati, casalinghe, pensionati, insegnanti ecc.) di contribuire alla fondazione di un partito di ispirazione cristiana "Italiani Liberi e Forti" che nasce profondamente diverso dagli altri partiti perché non ha politici fra i propri fondatori né ha riferimenti a politici viventi.

Quello che mi importa non è farvi iscrivere al partito (www.italianiliberieforti.it/home/html) quanto incitarvi tutti a ripartire, a impegnarvi in qualche ambito in prima persona secondo le vostre qualità, a spargere semi di positività.

Buon mese di febbraio e ..... buona ripartenza!!

Lettera aperta ai ragazzi e ragazze

Ragazze, ragazzi, vi prego, vi imploro, siate flessibili ed elastici, non fatevi prendere dalla sola emotività ma sappiate usare la testa, non pensate di essere sempre dalla parte della verità ma sappiate usare il dialogo e cercare la verità insieme all'altro.
Riacquistate la vostra libertà, che non è fare quello che vi pare piace ma fare il vostro bene e quello degli altri, non siate schiavi della moda e degli slogans, sappiate andare veramente controcorrente mostrando con fierezza la vostra capacità di essere sobri di fronte alle vuote dimostrazioni di sfarzo di persone stupide e magari indebitate. Non fatevi omologare!!!
Sappiate rinunciare a qualche ora al bar o di notte nei pubs per ritornare alla dura ma inevitabile fatica di leggere e di studiare.
Non fatevi ingannare da falsi maestri che predicano successi senza fatica, la parola "sacrificio" non è una parolaccia ma solo lo strumento per un successo vero e duraturo.
Ricordate che, una volta raggiunto un sufficiente grado di autonomia economica, una maggiore felicità non dipende da qualche euro in più ma da qualche vero amico in più.
Ragazze, ragazzi, lo so queste parole possono sembrarvi dure e antiquate ma, vi assicuro, non lo sono e sono dette da qualcuno che vi vuole veramente bene.

mercoledì 25 gennaio 2012

Non un nuovo partito, ma un partito diverso!

Per rispondere alle considerazioni di alcuni amici, mi permetto di pubblicare la "scaletta" del mio intervento di venerdì 20 gennaio alla Conferenza stampa di presentazione di "Italiani Liberi e Forti" ( sito http://www.italianiliberieforti.it )

Carissimi amici,

ci tremano i polsi all’iniziare questa avventura ma ci rincuora sempre la consapevolezza che è meglio rischiare di perdere che avere paura e, occorre aggiungere, se non si ha paura si rischia seriamente di vincere!!

Qualcuno ha detto “ma c’era proprio bisogno di un nuovo partito?”; no, sicuramente non ce n’è bisogno, ma noi un non siamo unnuovo partito, siamo un partito diverso.

Diverso perché realmente popolare, sia per il riferimento a Don Sturzo, il padre del popolarismo, sia perché, concretamente, oggi da noi c’è anche un bambino di uno-due anni, il figlio del nostro webmaster. Ditemi quale altro partito, anche autoreferentesi al popolarismo, avrebbe avuto l’idea di avere in infante presente alla sua fondazione, quasi a ricordarci che è per lui, non per noi, che dobbiamo lavorare.

Diverso perché nasce senza la presenza di politici di carriera. Oggi in questa sala non ci sono politici di carriera, ci sono persone innamorate della politica come forma esigente di carità sociale, come servizio al bene comune. E in futuro saremo estremamente attenti alle eventuali adesioni al partito in termini di controllo sulla correttezza e coerenza etica dei richiedenti.

Diverso perché non è un partito “contro”, è un partito “con”. Nel nostro DNA sturziano c’è innestata la cultura del confronto, del dialogo, dell’ascolto, del cercare di comprendere le posizioni degli altri, del costruire ponti (non alzare muri). Il cammino sarà facile con chi, anche se non credente condivide il valore di fondo del servizio al bene comune, che si raggiunge dando il primato alla dignità della persona umana e ai princìpi (coessenziali) di sussidiarietà e di solidarietà.

Diverso perché federale, e non di una sola zona d’Italia, ma di tutta la Nazione, un partito federale nazionale. Gli enti collettivi locali, così come sono visti nel nostro Statuto, rappresentano i veri motori del partito, sia come sensori delle difficoltà e dei problemi dei singoli territori, sia come proponenti di ipotesi di soluzione, sia come veicoli verso il centro del partito di proposte politiche e programmatiche.

Come si conviene a un vero federalismo basato sul principio di sussidiarietà, il centro del partito sarà il luogo di sintesi politica delle varie proposte e di sostegno ai territori, solo quando le forze locali non fossero sufficienti.

Siamo convinti che il federalismo, così come lo abbiamo concepito, a livello comunale e regionale, rappresenti lo strumento più idoneo non solo per riportare sotto controllo ma anche per rendere più efficiente la spesa pubblica.

In noi c’è la piena consapevolezza che costruire questo partito diverso rappresenta una sfida enorme. Lo ripeto, non abbiamo paura, con coraggio, tenacia e speranza puntiamo grosso sulla scommessa che il popolo italiano saprà uscire dalla cultura della lamentela e della passività per passare ad una cultura del costruire con positività il proprio futuro.

All’opera!

venerdì 30 dicembre 2011

Una persona positiva

Carissimi,
per cominciare il 2012 all'insegna del "costruire positivo", vorrei rendere omaggio ad un carissimo amico che si alza ogni mattina con il seguente pensiero: "come posso fare del bene oggi ai miei fratelli?".
Una persona che 20 anni fa (e non era un giovanotto...) scorrazzò con un camion in Croazia, Ucraina, Kosovo, correndo rischi anche per la vita, per portare vestiario e cibo a popolazioni affamate.
Una persona che ha organizzato un servizio settimanale di mensa su base volontariato per i poveri delle stazioni Tuscolana e Ostiense.
Una persona che è solita dire che i confini sono segni sulla carta ma non delimitano l'unica fratellanza umana.
Una persona che dialoga con gli zingari e li tratta come fratelli (anche se non si fa illusioni su una rapida integrazione...) e che ha avuto il coraggio di portare tre vescovi schizzinosi in un campo rom.
Una persona che spesso va avanti al Movimento di cui fa parte (e che talvolta mal lo sopporta), ma che poi costringe questo stesso Movimento a seguirlo e a farsi bello con le sue iniziative.
Una persona della cui amicizia sono fiero.
Grazie Dino Impagliazzo (anche se non sei un mio lettore!), cercherò di fare 1/100 di quello che fai tu.
Buon gennaio 2012 a tutti

martedì 29 novembre 2011

Una sorpresa da una zingara

Qualche giorno fa, camminavo per andare ad un appuntamento, quando ho incrociato una zingara che chiedeva elemosina all’angolo di una strada.

Ho sempre sofferto per una situazione di disagio e, diciamolo pure, di ripulsa verso gli zingari, che risale agli anni della mia infanzia.

Mentre mi rivolgeva la mano per l’elemosina, mi sono ricordato dell’impegno preso durante la mia ultima confessione ad Assisi, quello di cercare di non lasciar passare inosservato alcun povero tenendo conto di quello che diceva S. Francesco “chiunque ti chiede l’elemosina è povero in quanto la chiede, anche se non lo è realmente”.

Ho messo mano al portamonete, ho preso la monetina più piccola, di 20 centesimi (si trattava pur sempre di una zingara...) e gliel’ho data continuando a camminare.

Pochi metri e mi sono sentito chiamare “signore, signore”; voltandomi ho pensato “sta a vedere che non è contenta dei 20 centesimi e vuole che aggiunga qualcosa”.

Invece.....voleva avvertirmi che, tirando fuori i 20 centesimi, mi era caduto per strada.. 1 euro!!

Ovviamente a questo punto gliel’ho lasciato, ringraziando il Signore per due grazie. La prima di avermi “strapazzato” dai miei schemi mentali per farmi capire che gli zingari sono fratelli, la seconda per avermi donato, in un momento in cui talcolta faccio fatica a coltivare speranza per il futuro, a darmi un segno positivo di Speranza.

sabato 26 novembre 2011

Una storiella....ma chi ha orecchie per intendere intenda!

Vi sottopongo, per comune valutazione, una storia familiare.

Ho due cugini di primo grado, una donna e un uomo, la prima si chiama Angela, il secondo Mario.

Angela è una onesta e seria lavoratrice, paga tutte le tasse perché le considera un obbligo verso la sua comunità nazionale, si concede vacanze serene ma sobrie, insegna ai figli le virtù dell’operosità e della diligenza negli studi, ama risparmiare un po’ di quello che guadagna, si dimostra più legata ad una spiritualità sociale di tipo protestante (una persona è libera, ma se usa male la sua libertà e sbaglia deve pagare il suo errore) piuttosto che cattolica (una persona è libera ma se sbaglia e si pente forse vale la pena di perdonarlo).

Non posso negare però che Angela sia alquanto noiosa con la sua serietà e talvolta con la sua presunzione di poter dare sempre lezioni agli altri, non racconta mai una barzelletta e riesce a ridere serenamente solo dopo aver bevuto un bel boccale di birra.

D’altra parte è una persona pienamente affidabile, coerente con i suoi principi, che programma il suo presente con lo sguardo sempre rivolto al futuro. I parenti hanno fiducia in lei, sanno che nei momenti di crisi può essere la persona che permette loro di superarla.

Mario è fondamentalmente buono e onesto, ma il suo spiccato individualismo lo porta a privilegiare l’aspetto piacevole della vita.

Lavora con l’ottica più portata ad aspettare il giorno dello stipendio che ad accrescere la sua produttività al servizio del bene comune, gli piace divertirsi e si concede vacanze anche costose, insegna ai figli a studiare quanto basta ma soprattutto ad essere abbastanza furbi da ottenere la promozione con il minor sacrificio possibile, evita (con modi più o meno leciti) di pagare tutte le tasse e questo gli permette di avere qualche risparmio.

Ama essere creativo, per questo non gli piacciono i lavori di routine, sogna sempre di diventare imprenditore e manager e di riuscire a mettere a frutto al massimo grado le sue doti innegabili di fantasia e di capacità innovativa.

Affronta benissimo le emergenze ma guai a chiederli di prevenirle con una attività di gestione serie e continuativa.

Anche se non va a Messa tutte le domeniche (anzi..) ama della spiritualità cattolica il primato dato al perdono (soprattutto gli piace l’episodio del buon ladrone che, dopo una vita non esemplare, “ruba” il Paradiso all’ultimo istante).

E’ molto piacevole stare con lui, ama le barzellette e le sa raccontare in modo quasi unico, è un compagnone e l’animatore dei pranzi di famiglia durante le feste. Se qualcuno dei parenti vuole rialzarsi il morale gli chiede subito un appuntamento per incontrarsi.

Non ama molto pensare al futuro e per questo, poiché i risparmi non gli permettono di finanziare il suo stile di vita troppo elevato, spesso accende debiti, magari pagandoli con altri debiti, Ogni tanto vende qualche bene di famiglia per pagare quelli maggiori, ma si guarda bene dal diminuire lo stile di vita.

Purtroppo una fase prolungata di crisi economica mette Mario con le spalle al muro. I suoi creditori gli chiedono di pagare i suoi debiti con puntualità e lui non riesce ad avere nuovo credito se non a tassi di interesse molto elevato.

A questo punto Mario, con la sua fantasia e creatività, ha una idea che ritiene essere geniale.

Se gli altri familiari, e in particolare Angela (con la quale è comunque pure indebitato), accettassero di garantirsi l’un l’altro, tutti potrebbero ricevere credito con più facilità in quanto i debiti sarebbero garantiti dal patrimonio comune. Si è anche inventato (fantasia irrefrenabile!!) uno strumento finanziario per concretizzare questa idea, i “family bond” ovvero obbligazioni emesse dalla famiglie e garantiti dal patrimonio comune familiare.

Angela però non è d’accordo. Anche lei ha qualche problema di liquidità, ma mantiene intatta la sua affidabilità, basata sulle caratteristiche di laboriosità e di capacità di sacrificio. Non capisce perché il suo patrimonio personale, accumulato con tanto impegno debba servire a garantire i debiti di Mario che invece si è comportato con molta leggerezza.

Però anche Angela sente i vincoli familiari e propone a Mario una via di uscita, lei è disponibile a contribuire alla nascita dei “family bond” ma prima Mario dovrà dimostrare con i fatti di aver cambiato il suo stile di guida, magari affidando agli altri parenti il controllo sulla gestione dei suoi soldi.

Mario dichiara di essere disponibile a cambiare (in diminuzione) il proprio livello di vita ma adesso non ha tempo, i debitori incalzano ed è necessario emettere i family bond.

Angela però non cede, si ricorda tutte le promesse non mantenute da Mario, i beni di famiglia venduti senza che lui però avesse cambiato il suo stile di vita, non si fida più. Vuole un sacco di bene a Mario, il cugino buono e simpatico che le mette tanta allegria, ma non può mettere a repentaglio il futuro dei suoi figli per garantire Mario. Prima lui cambi vita e metta sotto controllo i suoi soldi, poi lei sarà bene lieta di contribuire ad emettere i family bond.

Secondo voi come andrà a finire?

mercoledì 23 novembre 2011

Si chiude l'esperienza dei buona settimana

Carissimi, ho deciso di chiudere, dopo 11 anni, l’esperienza dei “buona settimana”.

Innanzitutto perché non riesco più a tenere la cadenza temporale settimanale, in secondo luogo perché sto perdendo il carattere positivo che li ha sempre contraddistinti.

La mia maledetta (o forse benedetta...) razionalità non mi fa vedere nulla di buono per il prossimo futuro per l’Italia e l’amata (sin da ragazzo) Europa.

E’ vero, ne sono convinto (e la mia Fede in Cristo re della storia mi aiuta) che questa è una epoca di grandi opportunità, non solo di miglioramento economico, per aree emergenti, come alcune nazioni orientali, africane e sudamericane. Non si può giudicare il mondo con una ottica ferma sull’Europa o, peggio, sulla sola Italia!

Se si esamina la situazione in una prospettiva globale il graduale e, nel breve periodo, irreversibile peggioramento civile ed economico in Europa è più che compensato da miglioramenti nel resto del mondo.

Ciononostante non riesco più ad emanare con naturalezza quella positività che era una mia dote naturale e i “buona settimana”, primi frutti di questa positività, non fluiscono più come prima.

Troverò altri modi per restare in contatto con voi, il primo dei quali rimane il mio blog http://giuseppesbardella.blogspot.com

Se ci riesco, vedrò anche di pubblicare quelli che, a mio parere, sono stati i miei commenti più interessanti.

Comunque non è un addio (non nel mio stile) ma solo un arrivederci sotto altre forme, la vita non finisce ma ci trasforma continuamente.

Ciao a tutti

domenica 13 novembre 2011

Buona settimana (guardare avanti!)

Ieri sera Padre Sorge a Roma: "è nei momenti bui che è importante la presenza dei cristiani, luci che illuminano le tenebre, non nei momenti belli. Bando ai pessimismi e agli sconforti, guardare avanti, guardare aventi con speranza e impegno indomito."

Grazie Padre Sorge, ne avevo proprio bisogno, grazie S. Ignazio per averci donato i Gesuiti!

Buona settimana a tutti i lettori del blog

lunedì 7 novembre 2011

Un nuovo tessuto collettivo nazionale

Più volte e con varie modalità si è ribadita, con articoli sul sito di Persona è futuro (http://www.personaefuturo.it), la tesi che la crisi attraversata dalle Nazioni europee, in particolare quelle del Sud Europa, è morale e culturale prima di essere economica.

Tale crisi non può essere superata con misure tecniche, pur avvedute e appropriate, di natura economica o finanziaria, ma solo con un cambio profondo di mentalità e di stile di vita.

Venendo oggi alla nostra Italia, ci rendiamo conto di quanto possa essere condivisa, anche da chi cristiano non è ma non abbia rinunciato all’uso della retta ragione, la battaglia di Papa Benedetto XVI contro il relativismo etico.

Quest’ultimo si presenta come la versione aggiornata di quella filosofia nichilista che sta alla base anche di altri pensieri come il positivismo, il pragmatismo, e anche, sul piano dei modelli economici, del turbo-capitalismo di tipo americano.

In poche parole (chi vuole approfondire il tema, ben può trovare altri studi su Internet stesso) il nichilismo si può ridurre a quella concezione di vita secondo cui nulla ha veramente valore se non il proprio io a livello materiale (il proprio corpo, la materia cerebrale, l’emotività vista come conseguenza di reazioni chimiche innescate da sostanze presenti nel corpo...).

Sul piano del comportamento questa filosofia porta a vivere cercando di soddisfare al massimo i propri interessi personali rispettando l’altro solo nella misura in cui l’altro si ribelli ai nostri atti rivendicando, a sua volta, il proprio rispettivo diritto di perseguire il suo interesse personale. E’ questo il relativismo etico, richiamato da Benedetto XVI, che non riconosce alcun valore al di fuori di se, che vede il proprio io come punto di riferimento esclusivo ed assoluto di ogni azione.

Questa filosofia, questa cultura, introdotta in una popolazione individualistica come quella italiana, ha innescato e continua a produrre una miscela socioculturale distruttiva di ogni possibilità di sana convivenza sociale.

Sociologi ed economisti attuali, di ogni provenienza nazionale e culturale (Fukuyama, Layard, Zamagni, Sen...) hanno messo in evidenza come valori come la fiducia reciproca, la responsabilità di un destino comune, il rispetto di alcuni diritti fondamentali, siano elementi indispensabili per uno sviluppo equilibrato e continuo di una società.

Occorre ricostruire, in Europa e particolarmente in Italia, un tessuto collettivo nazionale, di ordine primariamente morale e culturale, fondato su valori condivisibili anche sulla base della retta ragione.

In Italia quei valori non esistono più (purtroppo) in gran parte della popolazione ma esistono e sono chiaramente indicati negli articoli della nostra Costituzione repubblica.

Il diritto alla vita e alla libertà personale, di associazione, di riunione, la libertà religiosa, quella educativa, il diritto alla salute, ad un ambiente sano, il ripudio della guerra, la riaffermazione della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, il diritto alla rimozione di tutti gli ostacoli socio-economici che impediscono il pieno sviluppo della persona umana, il diritto di impresa e di proprietà privata, insieme ai correlati dovere di carattere sociale (dovere del lavoro, di pagare le imposte, di partecipare con varie modalità alla vita politica, di tenere presente la funzione sociale delle attività economiche private) sono i fondamenti che i nostri Padri Costituenti pensarono e stabilirono per una corretta ed equilibrata evoluzione della società italiana.

Sono questi i valori inseriti nella Costituzione, specialmente ad opera dei Costituenti di ispirazione cristiana (Mortati, La Pira, Dossetti, Fanfani, Moro,Vanoni...) allievi in maggioranza Università Cattolica di Milano e della FUCI di G. B. Montini, futuro Paolo VI, grande Papa, purtroppo poco comunicativo, al quale gli studi futuri riconosceranno il giusto posto nella storia d’Italia e il giusto contributo alla crescita della società italiana.

Sono questi i valori che i cristiani italiani dovranno porre alla base dell’impegno politico il cui desiderio sta rinascendo nella loro coscienza comune, valori che possono essere ricondotti a due fondamentali princìpi della Dottrina Sociale Cristiana: il primato della dignità della persona umana e il primato del servizio al bene comune nello svolgimento della attività politica.
E’ compito di tutto il popolo italiano, ma soprattutto delle generazioni di adulti e giovani cristiani, ricostruire, sulla base di questi valori, un tessuto collettivo nazionale di ordine morale e sociale.

Sarà duro, sarà impegnativo, perché si tratterà di andare continuamente controcorrente e di pagare spesso di persona, ma è una sfida affascinante e, a medio termine, sicuramente vincente perché rappresenta l’unica alternativa ad un declino inarrestabile che nessuno ragionevolmente vuole raggiungere.

Persona è futuro (http://www.personaefuturo.it) sarà sempre impegnata su questa linea.