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sabato 25 novembre 2023

Aggressioni alle donne, solo una soluzione penale?

                                                     



Per piacere, piantantela di colpevolizzare tutti i maschi!! Rischiate l'effetto contrario!!

Noto con preoccupazione che il legittimo sdegno civile per l'ennesimo femminicidio sta trasformandosi in una indegna espressione di protesta radical-femminista, dai contorni politici (che c'entra l'antipatia verso Israele con i femminicidi?) nei confronti di tutto il genere maschile, gestita dalla solita minoranza chiassosa di uomini e donne sempre pronti/e a scendere in piazza.

Attenzione ci sono femmine e femmine, ci sono maschi e maschi!

Bisogna saper distinguere (e qui parafraso una famosa frase di Norberto Bobbio) fra maschi e femmine pensanti e maschi e femmine non pensanti.

Per maschi non pensanti inserisco quelli i cui ideali si riducono al far soldi (magari con il minimo sacrificio possibile), ad avere un bel fisico, a far colpo sull'altro genere per farlo proprio...

Per femmine non pensanti inserisco quelle i cui ideali si riducono al far soldi (magari con il minimo sacrificio possibile), ad avere un bel corpo, a far colpo sull'altro genere per essere oggetto di ammirazione.

Fate attenzione, i colpevoli di femminicidio sono, nella massima parte dei casi quelli che ho definito maschi non pensanti, le vittime di femminicidio o di aggressione sono, nella maggiore parte (non nella totalità...) dei casi, quelle che ho definito femmine non pensanti. 

Certo il comportamento dei maschi è da considerare più grave di quello delle femmine ma l'attaccare indiscriminatamente, come si sta facendo, tutto gli uomini, comporta il rischio grave che gli uomini pensanti (ovvero quelli che hanno valori diversi e più profondi del solo far soldi, o avere un buon fisico, o possedere più donne possibile) si ribellino a questo attacco insensato.

Ormai è acclarato, la soluzione del reato autonomo di femminicidio o l’aggravamento delle pene non funziona.
Di fronte ad un problema che ha la sua origine in un contesto valoriale errato non è sufficiente ricorrere al diritto penale e nemmeno ad una educazione sessuale nelle scuole.
 
Qui si tratta di rieducare tutti gli italiani (uomini e donne) ai valori fondamentali della nostra Costituzione quelli che mettono al centro la tutela della persona umana, di ogni persona umana, al di là delle differenze di sesso, di lingua, di razza, di religione, di opinione politica, di condizioni sociali.  

E questa opera di rieducazione deve essere portata avanti con determinazione dalle poche e fatiscenti agenzie di socializzazione rimaste (famiglia, scuola, comunità ecclesiali) in un contesto di collaborazione reciproca e sulla base di valori condivisi ricavabili dalla Costituzione.
Per piacere, lo ripeto, no ad attacchi indiscriminati, no a lasciare questo argomento in mano a maschi e a femmine non pensanti.

Roma 25/11/2023

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