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giovedì 11 dicembre 2008

Un strano cellulare...

Puoi immaginare cosa succederebbe se noi trattassimo la Bibbia nel modo in cui trattiamo il nostro telefonino cellulare?
... se noi trasportassimo la Bibbia nella nostra 24 ore, nella borsetta, appesa alla cintura, o nel taschino della nostra giacca?
... se le dessimo un colpo d'occhio molte volte nella nostra giornata?
... se tornassimo sui nostri passi per cercarla, dopo averla dimenticata a casa o in ufficio?... se l'utilizzassimo per mandare dei messaggi ai nostri amici?
... se la trattassimo come se non potessimo vivere senza di lei?
... se la regalassimo ai nostri figli, per essere sempre in contatto con loro?
... se la portassimo con noi in viaggio, nel caso in cui avessimo bisogno di aiuto?
... se la aprissimo immediatamente in caso di pericolo?
Contrariamente al cellulare, la Bibbia ha sempre 'campo'. Possiamo connetterci ed essere in contatto con Dio, in qualsiasi luogo (persino in alta montagna, o in mare aperto).Non dobbiamo preoccuparci della mancanza di credito, perché *Gesù ha già pagato per sempre la ricarica*, e i crediti sono illimitati.Ancora meglio: la comunicazione non viene mai interrotta, e la batteria è caricata per tutta una vita.

8 commenti:

il moralista ha detto...

bella metafora. Me la rileggo. Magari scopriamo insieme anche altre ... funzioni!

Marco F. ha detto...

Mi piace!
Credo che sperimenterò questa nuova strada..
Anzi, inizio da oggi stesso! Spengo il cellulare ed inizio ad utilizzare la Bibbia come ho letto nel tuo post!
Ti ragguaglierò sull'evoluzione.. ma tra una settimana perchè sarà al pc che toglierò corrente.. più che il cellulare che già utilizzo poco!
A risentirci tra una settimana allora.. ciao!

paolo ha detto...

Il cellulare e' mondano, va di moda e permette di chiacchirare per ore in autobus; la Bibbia e' passata di moda in questo mondo secolare, e' morta, come la lingua latina, che non si adopera' piu'.
Essendo fuori dal tempo, la Bibbia non si legge nemmeno se te la porti dietro.
La puo' leggere solo un cristiano vero.
La gente in metro legge Wilburn Smith, la postuma Oriana Fallaci ed e' raro vedere persone che fanno discretamente in silenzio le Lodi Mattutine ( ne vedo tre casi l'anno).
Traete le conclusioni.
L'idea e' bella, chissa' se puo' apportare a qulcosa di positivo?

Sam Cardell ha detto...

Alcune riflessioni ovviamente mi vengono; ma sottolineo che sono esclusivamente personali.

La prima è che con i se e con i ma non si fa la storia.
La seconda che la Bibbia è solo un supporto cartaceo e che se uno non ce l’ha semanticamente in testa va solo nella bigotteria. Non per nulla alcuni la chiamano ironicamente lo “scemenziario”: in base a ciò che vi si trova si può dire tutto e il contrario di tutto.
La terza che il telefonino (o cellulare – da non confondere con il gabbiotto poliziesco) lo tratto come un oggetto qualunque di lavoro; se sono senza sto anche meglio. Difatti quando voglio fare qualcosa di particolare lo spengo per non essere disturbato o per non disturbare chi sta con me: privatamente, pubblicamente e civilmente.
La quarta che non lo apro mai in caso di pericolo, perché il pericolo lo so valutare ed affrontare; chi lo fa è perché è uno sciocco e pensa che l’averlo con sé gli risolva ogni problema.
La quinta è che non lo regalerei mai ad un figlio ed al massimo gliela donerei in modo diverso: con l’esempio, l’insegnamento, la dedizione e la condivisione.
La sesta che non vi è bisogno di tornare sui propri passi per cercarla, perché allora il credente ha già perso la connessione.
La settima che il portarla con sé non indica l’ontologia sapienziale, ma solamente il feticismo intellettuale.
L’ottava che pochissimi la conoscono e che la sanno leggere (praticare) e che perciò è facile connettersi solo col proprio animismo o, peggio ancora, al proprio teismo.
La nona è che Gesù ha creato solo la connessione, ma non la ricarica, per il semplice fatto che la salvezza non viene da questa.
La decima che la comunicazione si effettua tramite la compartecipazione: nel vedere il Cristo nel nostro prossimo.

E mi fermo qua perché … penso che ne avanzi … già!
Sam Cardell

Carla R. ha detto...

Grazie Giuseppe,
mi viene in mente che gli Ebrei fanno cosi' con i loro libri sacri e che i protestanti la studiano a memoria la Bibbia
Carla

Pompeo S. ha detto...

ti rispondo con le parole di Paolo(Ef 6, 13-20):

"Prendete perciò l’armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno malvagio e restare in piedi dopo aver superato tutte le prove. State dunque ben fermi, cinti i fianchi con la verità, rivestiti con la corazza della giustizia, e avendo come calzatura ai piedi lo zelo per propagare il vangelo della pace. Tenete sempre in mano lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno; prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, cioè la parola di Dio. Pregate inoltre incessantemente con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, vigilando a questo scopo con ogni perseveranza e pregando per tutti i santi, e anche per me, perché quando apro la bocca mi sia data una parola franca, per far conoscere il mistero del vangelo, del quale sono ambasciatore in catene, e io possa annunziarlo con franchezza come è mio dovere."

E' già scritto. carissimo Giuseppe.

Ogni tanto bisogna ri-leggere la "parola".

luciano ha detto...

Carina la metafora.. :-)
Più che altro, la applicherei al NT. Tuttavia, sempre vero che la bibbia più che portarsela appresso bisognerebbe capirla. E qui i Gesuiti...euclidei secondo me sono il massimo per spiegarti cosa voleva dire Gesù in termini logici, e non solo umanistici.
In ogni caso, oggi la vera bibbia è ..il cellulare!! E' questo il problema.. Un caro saluto

Giuseppe Sbardella ha detto...

Ciao Sam, sono pienamente d'accordo con le tue osservazioni che non sono in contrasto con il mio post.
La Bibbia, non può essere considerata un manuale di sopravvivenza fisica o di sostegno psicologico.
Leggere un brano ogni mattina (magari cominciando dai vangeli) da nutrimento al nostro io, il Verbo comincia ad operare in noi un cambiamento del nostro modo di vivere gradualmente, nella misura in cui lo "digeriamo" (in fondo il Verbo va mangiato come va mangiata l'Eucarestia). La Parola diventa Vita.
Quest'anno sto leggendo le lettere di Paolo (una persona che mi è sempre piaciuta), è il mio modo di vivere l'anno paolino.
Cari saluti