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domenica 15 febbraio 2009

Buona settinana (essere mulini a vento?)

Durante la settimana ho letto una frase che mi ha molto colpito: “Di fronte al vento alcuni si comportano come i muri, altri come i mulini a vento”.

La frase può dare spazio a diverse interpretazioni, anche a più livelli.

A me ha ricordato che il vento delle novità, del progresso è impetuoso, manda in crisi certezze valori che sembravano immutabili.

Di fronte a questo vento, si può reagire facendo muto, ma questa soluzione può avere un esito solo: di fronte al vento incessante che farà sempre più pressione sul muro, questo crollerà e il vento diventerà una burrasca.

Si può invece essere come i mulini a vento e trasformare la forza del vento in energia positiva.

Certo sarà più faticoso, toccherà discernere con pazienza e intelligenza il bene dal male, occorrerà essere attivi e non passivi come nel far muro. Ma il risultato ricompenserà la fatica perché potremo domare il vento e indirizzarlo come energia solo positiva.

A me è venuto in mente questo, a voi altro? Condividiamolo sul blog http://giuseppesbardella.blogspot.com


Buona settimana a tutti

10 commenti:

Sam Cardell ha detto...

Buona domenica, Giuseppe!
Un breve commento da qua mentre sto aspettando il pranzo.

In questi giorni sono impegnato nel mio giro di impegni, perciò fuori sede.

A parte queste mie brevi note dedico un piccolo pensiero al tuo post sul vento.

Credo che non hai considerato una cosa: il vento non è mai continuo e segue le regole metereologi che. in pratica è generato dallo spostamento di masse d’aria calda e fredda che creano dei vortici da risucchio.
Lo stesso vale per le novità: attraggono all’inizio, ma non sempre.
E il muro dipende da come è stato costruito e fino a che forza possa resistere.
È, il muro, come la nostra fede: come roccia se profonda, come cartapesta se superficiale.

Alessandra Passerini ha detto...

ciao, se per questo essere anche come barche a vela...
le "teorie e pratiche" sulla navigazione a vela devono per forza utilizzare positivamente la forza del vento, che quando ce l'hai di fronte (a mo' di muro) non ti sposti di un centimetro, non vai da nessuna parte, ergo bisogna imparare a "risalire" il vento trasversalmente "assecondandolo"....
del resto fino a 2 secoli fa il commercio per mar si faceva solo così.
buona domenica
=)

Daniela T. ha detto...

Grazie per la bella riflessione. Il mulino a vento: meglio del muro e forse, per chi è portato naturalmente all'azione, meglio della canna. Quante cose buone può produrre il mulino al vento compreso la farina e quindi il pane!

In questi giorno ho letto il nuovo libro del cardinale Tettamanzi La bellezza della fede, è bellissimo. Magari l'hai già letto anche tu.

Buona domenica

Daniela

Luigi De Valeri ha detto...

Molti si comportano come i mulini a vento, si lasciano spostare dalle correnti temporanee, i "muri" restano saldi e continuano a rimanere fedeli alle proprie fondamenta. Questi ultimi sono da seguire come esempi. Ma sei i padri sono come i mulini a vento come potranno essere diversi i figli ?

Giuseppe Sbardella ha detto...

Mi sono accorto, dalla risposta dell'amico Luigi, che forse non ho bene espresso il mio pensiero.
Non volevo contrapporre la saldezza dei muri alla mobilità dei mulini a vento.
Anche i mulini a vento sono saldi nelle loro fondamenta (i valori fondamentali) e non si piegano di fronte al vento. Solo che, attraverso il congegno delle pale rotatorie, "domano" il vento e lo trasformano in energia.
Così noi, fermi nei nostri valori, dobbiamo cogliere tutto ciò che ci può essere di buono in una ventata innovatrice, resistere a ciò che c'è di male, trasformare la ventata in una energia positiva.

Spero di essere stato più chiaro.

pompeo S. ha detto...

ti rispondo con un'altra frase di Lucio Anneo Seneca:
Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare.

Noi, invece, sappiamo dove andare e distinguere la tempesta dal ponentino dello Spirito.
Abbiamo tutti gli strumenti per navigare: farsi guidare per arrivare al porto desiderato.
BUON VIAGGIO
Pompeo

bera05 ha detto...

Caro Giuseppe, molto bella questa frase, grazie di avercela fatta conoscere.
Ho capito bene il senso di quanto dici e mi trova pienamente d'accorddo nel tentare di essere quel mulino che utilizza appunto il vento per produrre cose positive, in paricolare che macina il grano e quindi si ottiene la farina per il pane, elemento fondamentale per la nostra vita. Il muro blocca il vento e provvoca rumore che infastidice. Il rumore delle pale di un mulino invece può essere anche piacevole!
Io sono un ostenitore, lo sono sempre stato, nel tentare di utilizzare il vento di tutte le cose nuove che piano piano emergono ed utilizzarle per il bene comune! Mai mi sono tirato indietro, anche quando non era semplice in particolare qualche anno fa; sempre ho cercato di valutare il positivo che queste cose portano con se. Mi sono impegnato affinchè tutte le persone intorno a me riuscissero ad acquisire le nozioni base per stare davanti ad un PC di poter andare in rete e quindi accedere alle cose essenziali. Ho sempre pensato che saper usare tali mezzi è come quando 60-70 anni fa in un paese sapeva leggere solo il medico il prete il farmacista e così se qulcuno aveva necessità di leggere qualche cosa doveva mettersi nelle loro mani!Chi oggi si tira indietro e non vuole immettersi in questo vento che lo porta alla conoscenza, pensando che a lui non interessa si pone alla stessa stegua di un analfabeta dei tempi trascorsi!Come ho scritto in alcuni post sul mio blog, un altro aspetto fondamentale della necessità che abbiamo di accedere alla rete è quella di fare in modo che si vada a visitare i siti che presentano dei valori positivi, importanti, così facendo il "veleno" che è la rete lo si diluisce e non "uccide"! Pochi sanno che i motori di ricerca agiscono sul numero degli accessia ai siti. Faccio un esempio. Se si clicca la parola "amore" mettiamo su google, ecco che i server di google vanno a cercare quante volte i siti che presentano tale parola è stata cliccata e li mette in prima pagina. Ora è facile comprendere che se tanta gente ha visitato siti nei quali la parola amore era presentata nel senso che tutti noi possiamo comprendere ecco che tali siti appariranno in prima linea e potranno continuare a fare del bene, se invece tante persone hanno cliccato su siti che tale parola la usano in modo non conforme al vero senso che questa parola ha, ecco che tali siti verranno posti in prima pagina e continueranno certamente a fare del male! Non so se mi sono spiegato.
Quindi io dico: non spaventiamoci per questo vento che soffia, cechiamo di governalo e di volgerlo a nostro favore,a favore dell'intera umanità.
Grazie Giuseppe per questi spunti di rifelssione che continuamente ci doni!

Ciao.
berardo

Anonimo ha detto...

Hai ragione: essere mulini a vento significa: radici salde, capacità di ascolto (dove soffia il vento), possibilità di indirizzarlo nella giusta direzione e sfruttarlo per produrre il bene.
torietoreri
www.torietoreri.splinder.com

Sam Cardell ha detto...

I dati che traggo dalla lettura dei commenti sono spesso molto interessanti, specie se li collego al mondo cattolico.
Il tuo breve post sul vento, Giuseppe, parte da una semplice frase:
“Di fronte al vento alcuni si comportano come i muri, altri come i mulini a vento”.

Chi l’ha scritta non ha detto quale vento, né se è collegato alla “novità”; ma il lettore più che prendere posizione (il mulino, il muro, le vele …) dovrebbe impostare il discorso in ben altro modo, perché la frase dice solo “alcuni” e non “alcuni … gli altri”.
Ciò significa una semplice cosa: che vi sono altre possibilità.
Difatti nel mio brevissimo commento (privato a Giuseppe) accennavo all’eziologia del vento, al fine e alla modalità di contrastarlo o sfruttarlo.

Giuseppe aveva però inserito una variante importante che originava il vento: la “novità”, che potremmo benissimo tradurre in problematica, moda, tendenza, esigenza, necessità …
Abbiamo perciò non un problema metodologico, bensì un conoscitivo eziologico: causa e effetto.
Nessuno metterebbe mulini o vele per imbrigliare (sfruttare) un tornado, perché la sua potenza devastatrice si farebbe beffe dell’intenzione umana. Solo lo sciocco potrebbe pensarci.
Il vento è prodotto da una causa, pertanto prima di definire il metodo di contrasto bisogna analizzarne l’origine, perciò pure le finalità che questa origine tende a concretizzare.

Ciò non avviene e non perché il lettore sia disattento, o non sia ferrato in filosofia, bensì per un semplice motivo: la sua preparazione culturale lo porta subito a scegliere, perciò a schierarsi.
E questo, per un cattolico, è un peccato imperdonabile per un semplice motivo: si segue una tendenza logica e non un progetto completo e globale.
Vogliamo tradurlo in esempio pratico? Bene, procediamo!

In questi giorni è esploso il problema eutanasia/fine vita e la nazione si è divisa non solo tra laici e cattolici, ma anche tra gli stessi cattolici.
Pure i politici si sono affrontati su campi opposti (anche al vertice) e dove il raggruppamento lasciava libertà di coscienza si sono avute posizioni contrapposte.
La dx, nella pratica, pur con alcuni distinguo si è schierata per la vita; mentre la sx si è frantumata in diversi rivoli, alimentando uno scontro ideologico variegato che va dall’intransigenza (e me lo si lasci dire – ignoranza -) radicale, all’opposizione formale degli ex comunisti, alla visione cristiana strumentale/politica dei Teodem.
Analizzando la posizione estrema radicale che vediamo? Che è il frutto di una società consumistica egocentrica fondata sull’individualismo assoluto: il fare il comodo proprio cercando di imporlo, come conquista, a tutti.
E le precedenti battaglie su altre tematiche lo stanno ha dimostrare.
Ciò, ovviamente, non è un segno di democrazia, specie se il movimento ha un consenso elettorale da prefisso telefonico.

Il radicalismo è però, di norma, il frutto della novità commerciale consumistica, perciò di quell’uso e getta che porta a tendenza/novità/conquista un comportamento o un’esigenza che sono conclamati da più parti.
Perciò se dieci persone gridano forte una scemenza sui media questa tende a diventare “verità” in ogni campo.
È, usufruendo di un paradosso, la stessa cosa che ha fatto la Chiesa nei secoli per fare accettare il “mistero”: lo si grida forte ex cathedra.
E l’ex cathedra, per le altre forze sociali, sono i media e la piazza.

Il problema, di conseguenza, non è più quello di optare per il muro, per il mulino o per la vela, bensì quello di concepire nel profondo della coscienza e del procedere il problema reale.
Ma se il credente (compresa parte della gerarchia ecclesiale) cerca di sfruttare la problematica nascente, cercando di renderla utile al proprio fine (basta guardare la politica editoriale di “Famiglia Cristiana”), senza prima analizzarla a fondo per comprendere causa ed effetto, allora è ovvio che pure la Chiesa si sfaldi e che consumi la sua missione inseguendo il successo più che la Verità.

E questo, voglio ribadirlo, è il grande male (errore) della nostra società: l’incapacità di procedere logicamente.
Grazie!

Sam Cardell

Rosa Maria ha detto...

Caro Giuseppe,

mi hai fatto ripensare al vento sopra la Marmolada che abbiamo appena lasciato (siamo tornati domenica). A di la dello scherzo, io faccio parte dei mulini a vento, ma purtroppo ogni tanto mi sento pure Don Chichotte...

Buona settimana a te e ai tuoi

Rosa Maria