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giovedì 22 gennaio 2009

Primato del pensiero e del dialogo

Sono sempre più infastidito dal crescente spirito di polemica fra cattolici e laici, cristiani e fedeli di  altre religioni, credenti e atei. E non mi sembra che la responsabilità sia sempre dei secondi...

Mi ha fatto piacere leggere nel libro del Card. Martini "Conversazioni notturne a Gerusalemme" le seguenti parole: "Mi angustiano, invece, le persone che non pensano, che sono in balia degli eventi. Vorrei individui pensanti. Questo è l'importante. Soltanto allora si porrà la questione se siano credenti i non credenti. Chi riflette sarà guidato nel suo cammino. Ho fiducia in questo."

E ancora: "...se ricordiamo il mandato fondante di Gesù -andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni-, questo ci obbliga ad avviare un dialogo con tutti, a donare a tutti la nostra amicizia ed a cercare la collaborazione di tutti. Se non si allacciano e non si coltivano questi rapporti umani, è impensabile che la Chiesa riesca a portare al mondo i suoi valori e il Vangelo. Un cristiano si distingue proprio perché entra senza timore in contatto con coloro che la pensano diversamente e che hanno un'altra fede, con chi si pone domande ed è in cerca di qualcosa."

Quanta differenza dai giudizi perentori di tanti altri fedeli clericali anche in alta sede.
Per fortuna ci sono tante persone come il Card. Martini!!

Buona settimana    

10 commenti:

il moralista ha detto...

siamo in sintonia... a porposito di Martini, sto ancora cercando di capire cosa ha fatto di male al vaticanista Sandro Magister che è uno dei (tanti) suoi più feroci critici...

il moralista ha detto...

caro Giuseppe, ti invito da me... si è aperto un dialogo sull'ultimo post che credo "ci azzecchi" anche col tuo.

Amelia ha detto...

Caro Giuseppe, molto interessante!!!
Purtroppo adesso non ho tempo di approfondire per email più approfondite considerazioni, ma sappi che condivido il testo in toto.

Paolo C. ha detto...

Si e' vero, ma purtroppo e' sempre l'altra parte che non accetta il dialogo. Noi abbiamo l'incarnazione di Dio e gli altri no ed e' questa la difficolta' di base. Comunque chi ha energia e voglia continui sulla strada del dialogo, che e' molto ardua. In fondo e' quello che Gesu' ci ha comandato dalla Pentecoste in poi.

berardo ha detto...

Caro Giuseppe, le tue parole e quelle di Martini, dovrebbero essere logiche e scontate, però purtroppo così non è! I motivi sono i più diversi e non tutti nobili ed in buona fede. Il dialogo è la cosa più difficile di questo mondo perchè il primo atteggiamento dovrebbe essere quello di fare spazio al pensiero dell'altro e poi in questa dimensione cercare le cose che uniscono. Troppi integralismi da tutte le parti mergono in modo troppo evidente! Con tali atteggiamenti non si va molto lontano! Nel nostro piccolo dovremmo pubblicizzare con atti concreti e quando serve con le parole l'unica grande ed incontestabile realtà: siamo tuti in questo mondo e dobbiamo viverci insieme nel rispetto reciproco a prescindere da tutto il resto.

Grazie.

Ciao.
berardo

Anonimo ha detto...

Carissimo, sul blog di Mulongo ho trovato persone che non hanno perduto il senso sano della critica e che, pur essendo fedeli alla Chiesa, ne colgono elementi non proprio positivi. Come te! Vieni a trovarmi nel mio blog:
www.torietoreri.splinder.com
e leggi alcuni dei miei ultimi post (non posso pretendere che li legga tutti!). Fammi sapere. Ciao, con simpatia.
torietoreri

Anonimo ha detto...

Carissimo, ti ho "trovato" come commentatore del post di mulongo, e ti ho ritenuto subito in perfetta sintonia con il mio pensiero. Ti ho linkato sul mio blog:
www.torietoreri.splinder.com
Se vuoi, vieni a trovarmi, per commentare i miei post (per capirci di più, ti pregherei di leggere il mio non più recente post: il manifesto dei perdenti (cercalo verso metà dello scorso anno).
Ciao, con simpatia!
torietoreri

Rosa Maria ha detto...

Caro Giuseppe,

sto leggendo lo stesso libro e sono rimasta colpita al tuo stesso modo, ma, a giudicaredagli ultimi atti nei confronti dei lefevriani, non mi sembra che l'indirizzo verso cui si sta andando sia priprio il nostro! forse bisognerà attendere tempi migliori.

Buona settimana a te e ai tuoi

Rosa Maria

Manuela S. ha detto...

Anch'io l'ho letto e lo trovo interessante, soprattutto quando affronta la domanda della perdita di fascino della fede. E'un interrogativo che chiunque sia cattolico dovrebbe fare a se stesso, visto che dovremmo essere testimoni di Cristo, ma finiamo per essere solo servi inutili.

Giuseppe Sbardella ha detto...

Grazie a tutti. Il mio è stato un post molto sofferto, ma vedo che non sono il solo a soffrire.

Ciao Tori e Toreri, ottimo il tuo blog. L'ho linkato a mio.