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sabato 10 gennaio 2009

Cambiare gli occhi..... (un esempio)

Da alcuni commenti ricevuti sul blog, mi sono reso conto di non essere stato chiaro nell’esporre il senso vero della mia frase “occorre cambiare non solo occhiali, ma anche occhi”. E allora ricorro ad un esempio che spero sia utile.

Gli occhiali per vedere la realtà umana e sociale si possono paragonare alle mappe stradali e geografiche che generalmente utilizziamo per muoverci. Man mano che vengono costruite nuovi paesi e nuove strade, compriamo nuove mappe aggiornata.

Arriva però un momento che la realtà geografica e civile diventa talmente complessa e difficile (estensione dei viaggi, inserimento di percorsi obbligati, ecc.) che prendiamo coscienza che non riusciamo più a seguire l’evoluzione con delle mappe ma che occorre cambiare; magari usare qualche sito internet specifico o comprare un navigatore satellitare, entrare cioè in un’altra dimensione per riuscire a raggiungere lo stesso obiettivo che prima conseguivamo usando le mappe.

Questa presa di coscienza che occorre cambiare, questa decisione di guardarsi intorno, guardare gli altri, andare oltre il vecchio schema (cambiare solo le mappe) vuol dire a mio parere “cambiare gli occhi”.

E’ un esempio e come tutti gli esempi ha un valore limitato. Qualcuno ne ha di più calzanti?

Aspetto commenti sul blog http://giuseppesbardella.blogspot.com

Buona settimana   

8 commenti:

Sam Cardell ha detto...

Vedo il tuo pensiero, Giuseppe, e pure il tentativo di “correggere” ulteriormente, esplicandolo, il concetto.
Per la verità l’esempio calzava a pennello e faceva intuire la modalità attuativa del procedere di molte persone.
Non ci vedo? Cambio gli occhiali, oppure gli occhi (cataratta, cristallino, correzione retina, trapianto …).

Anche il dotarsi di una visione globale (internet) o di mezzi tecnologici (navigatore) sono parte di questo modo di intendere e procedere: il cercare con mezzi/oggetti di sopperire alle nostre “incapacità”.
Appunto per questo citavo il significato del lemma “convertirsi” in Häbsburg, appunto perché questo vocabolo non è un “mezzo” per procedere nel caos attuale della vita umana, ma la praticità giornaliera del “modo di essere” persona: il trovare sempre una risposta confacente alle problematiche da affrontare, senza demandare il problema ad altri.

C’è neve sulle strade? Allora prendo il treno o l’aereo!
Che poi sia la risoluzione del problema questo non si sa, perché pure questi sono vincolati al tempo; però il “problema” nostro lo si fa diventare altrui: treno, aereo … politico, religioso, sociale, morale.
Si rinuncia ad essere Uomo affidandoci ad altri uomini/mezzi che, si crede, abbiano qualità e possibilità superiori alla nostra.

“Convertirsi” non è il cambiare totalmente vita, ma il procedere gradualmente ogni giorno nel superare le nostre incapacità e storture: il realizzarsi!
E tra queste storture vi è proprio quella di demandare il nostro compito ad altri.
Vi è neve e devo percorrere 300 km? Bene, devo saper fare più cose: a) l’essere capace di procedere con sicurezza anche su terreno infido; b) il dotarmi di mezzi idonei preventivamente per far fronte a simile eventualità; c) il saper concepire il “dovere” di quel momento tra le vere priorità operative necessarie.
Perché, diversamente, è ovvio che né gli occhi, né gli occhiali, né il treno, né l’aereo, né il … politico o il religioso sapranno risolvere i problemi nostri.

In definitiva la tecnologia (non solo materiale, ma pure intellettuale) può essere utile, ma lo è unicamente se la sappiamo padroneggiare.
Ecco perché sottolineavo che gli occhi e gli occhiali sono la stessa cosa, come lo diventano pure gli altri possibili oggetti che si possono usare come esempio.
Stringendo sinteticamente: cambiare occhi o occhiali è il concepire perfettamente il nostro reale “modo di essere”, perciò modificando quei parametri che ci portano ad essere Uomo/Persona e non oggetto.
Perché diversamente proveremo a camminare sull’acqua, ma sempre sprofonderemo.
E, volendo guardare, pure chi è realmente cieco sa comunque camminare e spostarsi nello spazio.

Sam Cardell

Giuseppe Sbardella ha detto...

Caro Sam, mi sono appuntato la tua frase " “Convertirsi” non è il cambiare totalmente vita, ma il procedere gradualmente ogni giorno nel superare le nostre incapacità e storture: il realizzarsi!"
Sono completamente d'accordo con te.
Quanto è bello l'italiano, una lingua talmente articolata da pemetterci di esprimere il medesimo concetto con molte possibilità espressive!
Uno degli elementi che più temo della cultura (??) di alcuni nostri giovani (e non solo) è l'incapacità di esprimere concetti e ragionamenti in un corretto italiano.
Secondo te come è possibile procedere ad una elaborazione ragionata senza essere padroni di un linguaggio che ne permetta l'elaborazione?
Ciao, un abbraccio

lapennanera ha detto...

Caro Giuseppe
appena possibile ti trascrivo un brano di Rhaner molto bello , secondo me, sull'esigenza di essere "nuovi ".
Intanto rileggiti il brano del vangelo sui re magi .
Io l'ho riscoperto da poco .
E' bellissimo .
Questi magi sono i veri uomini nuovi :curiosi , alla ricerca della verità, che partendo dalle loro conoscenze "vanno".

il moralista ha detto...

però non erano re... ;)

Marisa S. ha detto...

Cambiare gli occhi, per me, significa “cambiare da dentro” e non cambiare quello che si vede.

Significa lavorare su se stessi e non aspettarsi che cambino gli altri.

Significa essere coscienti di essere limitati e chiedere al proprio Dio gli occhi della Sapienza per ampliare le proprie vedute, senza falsi perbenismi che spesso condannano il prossimo e assolvono noi, facendo dimenticare a noi cristiani che quello che serve davvero è Amare come Gesù ci ha amati. E questo voler Amare, se ci pensiamo, è veramente accessibile a tutti: basta sceglierlo.

Grazie, Giuseppe, perché ci dai di continuo stimoli per rinnovare la nostra vita.

Marisa

Luigi De Valeri ha detto...

cambiare gli occhi è la cosa meno facile da fare per tutti noi basta guardarsi attorno nel piccolo quotidiano. Eppure è necessario cambiare gli occhi se non vogliamo che continui il degrado della nostro società che parte dal piccolo evento.

Luca G. ha detto...

Grazie Giuseppe, è importante vedere e sapere guardare la realtà,scoprendo l'Intelligenza del creato tra le pieghe della vita.

Pompeo S. ha detto...

oltre a quello che già ti ho mandato, possono aiutare anche due frasi laiche (!?!):

Chi ha l'occhio, trova quel che cerca anche a occhi chiusi.

Italo Calvino da "Marcovaldo"

Non dar retta ai tuoi occhi, e non credere a quello che vedi.
Gli occhi vedono solo ciò che è limitato.
Guarda col tuo intelletto, e scopri quello che conosci già,
allora imparerai come si vola.

Richard Bach da " Il Gabbiano Jonathan Livingston"

a ribuona settimana
Pompeo