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venerdì 7 novembre 2008

Pauperismo o sana economia?

Trascrivo di seguito un mio commento postato sul blog di Savino Pezzotta

Savino, leggendo il tuo post, mi è venuta in mente l'accusa lanciata da McCain a Obama, di puntare alla redistribuzione del reddito.E mi ha colpito la reazione di Wall Street alla elezione di Obama, un tracollo. Forse la ragione è che i veri "giocatori" della Borsa (grandi fondi, grossi finanzieri che giocano con i soldi di pensionati o normali risparmiatori) temono realmente una possibile redistribuzione del reddito temono che Obama possa fissare e far rispettare delle regole orientare dal bene comune, regole che loro non vogliono, né, nel caso che venissero comunque fissate, hanno intenzione di rispettare.
Non è né moralmente né economicamente sana una società dove l'11% delle persone è tecnicamente povera e, nel contempo, assistiamo a sprechi immani sui generi di lusso (rincorsa all'ultima moda nell'IT, cura spasmodica del corpo ecc.).Non si tratta di pauperismo ma di rispetto di tutto l'uomo e di tutti gli uomini.Occorre che gli economisti di ispirazione cristiana si diano una mossa e spieghino come uno sviluppo economico sano ed ecosostemibile non si possa non basare su una cultura personalistica e solidale.
Le idee ci sono, non vengono veicolate adeguatamente, un pò perché i media non le veicolano, un pò perché non siamo adeguatamte capaci noi di veicolare.Il tema della comunicazione dei valori è molto intrigante e varrebbe la pena di approfondirlo.

2 commenti:

Simone ha detto...

sono (anche da economista pentito) su tutta la linea con te.

ti segnalo a margine una cosa che ticca anche questi temi. Trovo "minirivoluzionarie" le conclusioni di questo articolo: http://www.vanthuanobservatory.org/p/news.php?id_news=640

Mi riferisco all'ultimo capoverso di questa lunga e utile nota.

Giuseppe Sbardella ha detto...

Simone, come vedi ho talmente apprezzato il tuo suggerimento da inserire il sito fra i miei blog preferiti.