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martedì 28 ottobre 2008

Brutte sensazioni sulla protesta contro il DL Gelmini

Non lo so, ma ho la brutta sensazione che gli studenti che si stanno ribellando al DL Gelmini sulla scuola nemmeno ne conoscano i reali contenuti, ma abbiano percepito una spinta verso un maggior rigore nella disciplina e nelle promzioni.
Chiaramente i tagli finanziari comportano problemi di sviluppo del nostro sistema scuola e il Governo avrebbe fatto bene a non troncare il dibattito in Parlamento con il voto di fiducia, ma non fa neppure il bene del Paese una opposizione che fomenta il disagio e cavalca le emozioni degli studenti senza distinguere il bene dal male nella normativa Gelmini.
Intanto i ragazzi cinesi e indiani continuano a studiare e a..... togliere posti di lavoro ai nostri giovani.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Chiedo scusa ma non capisco questa semplificazione di giudizio in merito ad una protesta giusta o sbagliata che sia adducendo una motivazione relativa alla non comprensione del DL Gelmini. Allora è giusto fare chiarezza:
a)gli elettori hanno votato il centro-destra e qui tutto chiaro.
b) Gli italiani vogliono più sicurezza introduciamo le pattuglie dei militari e qui tutto chiaro.
c) il ministro Brunetta relega gli ammalati agli arresti domiciliari anzichè colpire direttamente assenteisti e fannulloni, tra i quali avrei considerato politici, pianisti e funzionari del parlamento e qui tutto chiaro.
Arriva il decreto Gelmini e all'improvviso il popolo diventa ignorante, mi consenta non è ignoranza ma insofferenza, insoddisfazione verso una serie infinita di fattori che non vedono una soluzione ma solo una riduzione di essi attraverso tagli di carattere economico che si riflettono di conseguenza su tutta l'organizzazione scolastica.
Questa non è una riforma, le riforme costano è solo una riduzione della spesa destinata all'istruzione. Se si vuole veramente riformare la scuola si faccia un lavoro sistematico di monitoraggio si assumono dati,esperienze positive e negative si crea un progetto e alla fine si tiene in conto il fattore economico. La scuola è il futuro e sul futuro si investe in tutti i campi....

Giuseppe Sbardella ha detto...

Caro Anonimo,
cercherò di essere breve.

In primo luogo faccio notare come la maggioranza degli stuidenti intervistati in televisione (e di quelli da me conosciuti) abbia messo come motivazione principale della protesta l'introduzione del voto in condotta in media con gli altri voti. Questo la dice lunga sulle reali motivazioni degli studenti.

Mi permetto poi di sottolineare come in democrazia si contano i voti non le persone in piazza, altrimenti Prodi si sarebbe dovuto dimettere (e fece bene a non farlo) quando Berlusconi portò in piazza una folla almeno pari a quella di Veltroni. Non si tratta di considerare il popolo ignorante, si tratta di valutare correttamente gli strumenti attraverso i quali si esprime.

Inoltre mi sembra di ricordare che la Gelmini non abbia voluto presentare una riforma della scuola, ma solo misure mirate.
Concordo con lei che tagli indiscriminati ai fondi per la scuola sono molto discutibili. Meglio misure mirate a ridurre gli sprechi (es: corse di laurea fatti ad hoc per alcuni docenti) ed i poteri dei baroni.
A mio parere le risorse recuperate avrebbero dovuto essere reinvestite nella scuola, ad esempio investendo in infrastrutture informatiche ed incrementando gli insegnanti di sostegno.

Un punto considero PRIORITARIO. La scuola deve ricomiciare ad avere tra i suoi strumenti la capacità di premiare i meritevoli e di punire gli studenti poco volenterosi.
Gli sforzi dedidati al recupero di questi ultimi non devono frenare la spinta verso l'eccellenza dei più meritevoli. Una attenzione particolare deve essere posta agli studenti meritevoli in stato di bisogno.

Buona parte di questo non c'è nella proposta Gelmini, e per questo mi rammaricavo nel mio post per l'atteggiamemto intransigente del Governo nelle aule parlamentari.
Certo, e lo dico con chiarezza, non ho alcuna nostalgia della scuola dei ministri democristiani degli anni '80 e '90 e, se dipendesse da me, abolirei lo "statuto degli studenti" (perché altrimenti dovremmo avere uno statuto degli insegnanti, dei pensionati e così via), mi pare sufficiente la Costituzione (che è un testo eccezionale).

Mi scusi la lunghezza della risposta ma non potevo essere più breve a rischio di essere incompleto.

Cari saluti

Sam Cardell ha detto...

Ho letto tanto il post che i due interventi seguenti.
La scuola non è un problema semplice e ne ho parlato (brevemente) nell’articolo sul D.L. 137, evidenziando pregi ed ombre del decreto: se è l’inizio va bene, se è un tampone burocratico è (quasi) inutile.

Stando a quanto Gelmini ha detto in Parlamento questo è un primo troncone relativo solo alla scuola primaria e dell’infanzia, e solo per alcune piccole cose (tipologia di giudizio/voto e condotta) valida pure per le medie e le superiori. Seguiranno, a breve, le superiori e l’università; ed allora si avrà un quadro preciso di tutto.
Ieri, per caso, parlavo con degli insegnanti che, seguendo il discorso e pur contestando, non conoscevano neppure il contenuto del decreto stesso “contestato”. E ciò la dice lunga sulla preparazione che, con tali “maestri”, la nostra scuola attuale può dare.
Il Pd afferma che ha portato a Roma una platea immensa di seguaci (contestatori della linea governativa), salvo poi vedere che le cifre sono state gonfiate ad arte, come sempre la Sx fa.
A tal proposito posso aggiungere che un Presidente del Consiglio venne, pochi anni fa, in una città del Nord a parlare e in sala vi erano solo alcune decine di persone. Alla sera il Tg mostrò, presentando l’intervento, una sala gremita all’inverosimile e … osannante. Ovviamente i presenti (veri) ebbero dei dubbi … atroci sulla loro capacità di … essere sani di mente (eufemismo ilare).
Ma quand’anche il Pd avesse portato in piazza gli sbandierati 2,5 milioni di persone, val la pena ricordare che questi non sono la maggioranza degli italiani, ipotizzabili in circa 30 milioni. Perciò, in democrazia, chi è stato investito da una solida maggioranza governa, e chi non lo è fa opposizione, possibilmente costruttiva.
Si vogliono raccoglier firme per abrogare il decreto? Benissimo: lo si faccia e poi il popolo deciderà!
La mia impressione (certezza) è che la Sx non voglia perdere il suo unico caposaldo da sempre conquistato e con il ’68 reso un feudo inespugnato: la scuola è il campo di battaglia finale.
Non per nulla è un suo fedele serbatoio di voti garantiti, perso il quale la disgregazione sarà totale. Ecco perché ci si batte con tutte le forze disponibili, compresa la strumentalizzazione di massa dei vari ceti interessati.

Un breve pensiero può andare agli studenti, ai quali il futuro spetterà.
Molti non sono neppure maggiorenni, per cui i voti si contano realmente e non ipoteticamente. Poi la democrazia si basa sui numeri di maggioranza e non su chi scende in piazza a contestare, spesso contestato da molti altri colleghi.
Diversamente saremmo “governati” da mocciosi, come purtroppo succede in molte famiglie italiane.
Se questa nostra società globalizzata oggi è in crisi è soprattutto perché le “menti” forgiate dalla scuola non erano adatte al compito assegnato: perciò è ovvio che debba essere riformata.
Questo troncone di riforma è errato? Considerato a chi si rivolge (materna e primaria) non mi pare che stravolga il tessuto sociale della nostra nazione.
A meno che l’interesse di parte superi quello di tutti e che lo stipendio garantito, sempre e comunque, sia una priorità esulante tanto il merito quanto la laboriosità.
Il tutto detto da chi non è né favorevole, né contrario al Decreto; ma rimane in attesa degli sviluppi successivi per comprendere appieno il tutto.
Sam Cardell

il moralista ha detto...

caro Giuseppe, per quel poco che ho potuto conoscerti intuisco il senso, cioè "la direzione" del tuo post (di cui peraltro condivido la preoccupazione in testa) e quindi non mi faccio travolgere dalla vis polemica.

Non sto a parlare del decreto Gelmini che di per sè non è proprio una riforma (un'altra...) ma un anticipo di legge Finanziaria destinata a tagliare fondi pubblici (peraltro mal utilizzati, e qui siamo d'accordo... ma il privato non è meglio).

Qui parliamo di un paese che, a dispetto della meravigliosa Costituzione che tu citi, è ancora lontano dall'implementare una democrazia che sappia difendersi e dalle mire dei potenti brillantati di turno e dalle infinite congreghe e corporazioni (una forma istituzionalizzata della mentalità mafiosa della nostra cultura italica).
La nostra scuola nel bene e nel male è preeda di entrambe le forze, senza il filtro di istituzionni democratiche sostenute dalla gente. Che preferisce appunto o pendere dalle labbra del potente o aggregarsi alla congrega (dalla loggia massonica al sindacato anni 50, dal gruppo familiare all'associazione a delinquere)

Ecco, per "costruire positivo" vorrei che soprattutto i cristiani come me e te uscissero dalla tentazione del "moderatismo" (quelli dell "in media stat virtus"... quale virtus?) e lavorassimo per spezzare queste idolatrie e schivitù: la tentazione dei potentati e delle congreghe. Falsa potenza e falsa "comunità".

Scusa la lunghezza.

Giuseppe Sbardella ha detto...

Ciao Moralista.
Per quanto riguarda il moderatismo, a me piace molto una frase di Paolo VI (il papa che, dati anche i miei 60 anni) sento più vicino: "Il cristiano è uno scompaginatore dell'esistente".
Buona giornata

il moralista ha detto...

bene, "scompaginiamo" allora...
un carissimo saluto

Anonimo ha detto...

Gent.mo Sig. Sbardella
anch'io intervisto persone sull'espressione del voto e le assicuro che ne ho sentito delle belle. Ma ciò non mi autorizza a sostenere che si agisce in base ad un'ignoranza, dobbiamo capire che ciò può arrecare un'offesa ai cittadini. Forse sarebbe meglio dire come ci hanno sempre insegnato che non ci siamo spiegati bene no non ci avete capito. Sono d'accordo con lei sullo status quo della scuola e sono pienamente convinto dei danni apportati negli ultimi 15 anni dai vari ministri che si sono succeduti alla poltrona. Per me l'unico ministro che ha dimostrato competenza e coraggio è stata la sig. Franca Falcucci che aveva riportato la scuola post '68 sui binari dell'istruzione e della formazione. Per i vari statuti, Dirigenze scolastiche, DSGA, autonomia ed altro basta chiedere alla sinistra che adesso scende in piazza. Io non condanno certo la Gelmini anzi l'ammiro per il coraggio di denunciare, condannare e riformare il sistema istruzione, anche se, aggiungo, un po' di dialogo non bisogna mai negarlo a nessuno.
Cordialmente la saluto

Giuseppe Sbardella ha detto...

Caro anonimo, sinceramente non ho capito il suo commento sulla "ignoranza" addebitata al popolo.
Se si riferisce al fatto che io imputo agli studenti di manifestare senza aver letto il testo, le dico che sono sempre più convinto che per decidere bisogna prima conoscere la materia sulla quale si decide.
In argomento il mio maestro è Luigi Einaudi che intitolò un suo libro "conoscere per deliberare".
Concordo con lei che il Governo avrebbe dovuto lasciare più spazio per il confronto.
Ma ci può essere confronto con una opposizione che minaccia il referendum quando invece la materia finanziaria è fra quelle sulle quali la Costituzione vieta il referendum.
Scempiaggine, "ignoranza" o malafede?
Se poi si vuol pensare ad un referendum solo sul voto in condotta o sul maestro unico,voterò contro. La scuola ha bisogno di autorevolezza e disciplina.
Cordialmente

Nando ha detto...

Ciao Giuseppe,
ho letto volentieri il tuo post ed i relativi commenti.
Pur non conoscendo bene l'argomento, tuttavia si possono comunicare le impressioni suscitate in noi dagli accadimenti conseguenti che avvengono intorno a noi, e tal proposito mi sembra che qualsiasi provvedimento teso a migliorare una condizione preesistente che comunque alteri lo status quo, difficlmente sarà digerito da chi ne trae apparenti svantaggi se i cosidetti miglioratori non sono credibili per autorevolezza e coerenza. Purtroppo mi sembra che in italia attualmente non ci sia una classe politica di vertice che risponda a tali prerequisiti.
Infine,la tanto elogiata meritocrazia ha sapore di giustizia se concilia pari opportunità, tutela dei deboli e giusto riconoscimento al valore.
Penso che per un cristiano il Faro rimanga il vangelo e la Dottrina Sociale, anche se c'è poi tutto il difficile cammino dell'incarnazone delle idee.
Grazie per la possibilità di apprendere e confrontarsi.