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domenica 14 novembre 2010

Dall'emergenza ad una normalità solidale

E’ bello pensare alla mobilitazione solidale che parte verso le persone colpite in caso di disastri, di terremoti, di carestie.

Questo dimostra che, al cuore di ogni uomo, esiste, anche se sepolta talvolta da montagne di rifiuti accumulati a seguito dei bombardamenti mediatici, una tensione verso l’altro, una voglia di fare il bene.

Partiamo da questo punto, passiamo, anche in questo contesto, dall’emergenza ad una capacità costante di attenzione all’altro in sofferenza.

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Buona settimana

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Carissimo Giuseppe,
penso tu abbia posto una questione fondamentale del vivere collettivo. L'attenzione all'altro, comunque e sempre, è il segno di un vivere civile; secondo me dovrà diventare un criterio fondamentale di giudizio su cui misurare il benesere di un paese.
Mi piace ricordare infine sul tema la genialità di Chiara Lubich, quando affermò che della Rivoluzione francese sono state perseguite la libertà e l'uguaglianza ma non ancora la frternità.
Forse solo quest'ultima sarà la categoria salvifica per il futuro umano.
Buona settimana
Nando

sandro ha detto...

Giusto partire da questo..la capacità di commuoverci e mobilitarci per un'immagine di un nostro simile in sofferenza estrema è la parte più preziosa della nostra umanità.... il punto d'arrivo è una sensibilità che ci permetta, ad esempio, di non parcheggiare più in doppia fila dove ci rendiamo conto che per una nostra comodità rendiamo difficile la vita agli altri automobilisti o ai pedoni....

Anonimo ha detto...

Ho vissuto il terremoto dell'Irpinia del 1980 quando abitavo a Salerno ed ho visto crescere la solidarietà e lo spirito di comunità nei giorni successivi al terremoto. Peccato che pochi mesi dopo ciascuno era tornato alla sua vita e ai suoi affari, richiudendosi ancora di più in se stesso.
Elvira